QUALE CHE SIA LA RELIGIONE AI POSTI DI COMANDO DI UNA SOCIETA' NE SBOCCIA SEMPRE E SOLTANTO UNA TIRANNIA     (Salman Rushdie)
SITO  LAICISTA,  ANTIFASCISTA,  ANTICLERICALE,  ANTIRELIGIOSO,  POLITICAMENTE  SCORRETTO.


adoratori del feto
SIRCHIA: NON SPEGNETE L’INCUBATRICE


   A Genova una donna in gravidanza cade in coma.
  In un caso di questo genere, quando non esistevano strumenti per tenere in vita chi è clinicamente morto, non sarebbero sorti nĂ© problemi nĂ© dubbi: il feto sarebbe morto nello stesso momento in cui sarebbe morta la madre.
  Per fortuna la tecnica e la scienza medica, ci danno oggi una maggiore possibilitĂ , ancorchè limitata, su questi processi che un tempo erano ineluttabili nella loro conseguenzialitĂ .
  Purtroppo però, le convinzioni legate alle superstizioni religiose, condizionano, quasi sempre negativamente, l’utilizzo delle risorse che la medicina ha a disposizione.
  Pazienza, quando dal condizionamento religioso derivano delle scelte individuali che non avrebbero alcuna giustificazione logica e che non sono sostenute da alcuna evidenza scientifica seria.
  Accade però che, spesso in maniera occulta e ancor piĂą spesso, quando al potere vi sono governi clericofascisti come quello che affligge il nostro Paese, in modo autoritario, vengano imposte dall’alto scelte alla cui base stanno convinzioni, dettate solo dalla superstizione cattolica, egemone tra i governanti.
  Ed ecco che nel triste caso di Genova, spunta fuori l’opinione del ministro “talebano” Sirchia, secondo il quale i medici devono fare di tutto per mantenere in vita la donna: “E’ giusto mantenerla in vita il piĂą possibile per consentire che la gravidanza vada avanti. E’ un dovere salvare la vita del bambino”.
  Appunto, mantenere in funzione l’incubatrice, perchĂ© tali per il ministro e per buona parte dei suoi correligionari son le donne, affinchè il mucchietto di cellule che formano il feto possano maturare.
  Non ha inoltre alcuna importanza per gli adepti della sacralitĂ  del feto il rischio altissimo, denunciato dai medici, che il bambino possa nascere con gravissimi handicap. Ciò che conta Ă© portare avanti la gravidanza, e, qualsiasi sia il risultato di tale irrazionalissima scelta, montarci poi sopra un bel teatrino mediatico infarcito delle solite menate sull’eroismo di una gravidanza portata avanti in condizioni estreme e sulla sacralitĂ  della vita.
  Amen.

il Cavaliere atomico
DOVE COSTRUIREMO LE CENTRALI?


   Berlusconi Silvio (tessera P2 n. 1816), con il disprezzo per la volontĂ  popolare che gli Ă© congeniale tutte le volte che gli fa comodo, intende ridiscutere la decisione referendaria dell’87 riproponendo l’atomo come panacea energetica per l’Italia.
  Ovviamente si sprecano gli entusiasmi sia a destra, sia tra parecchi “riformisti”.
  Ma non c’è da preoccuparsi.
  Nessuno, neanche coloro che si dicono favorevoli e accusano i contrari di essere ambientalverdcomunismangiaembrioni, accetteranno una centrale nei pressi di casa propria a meno che non gli venga imposta con i carri armati.
  Scanzano docet.

Ventesima vittima della guerradi Berlusconi
ENNESIMO EROE “ALLA MEMORIA”


   Adesso Berlusconi (tessera P2 n.1816) ha una ventesima vittima di cui gloriarsi.
  L’ennesima vittima della guerra, in cui il regime neofascista che ha preso il potere ha trascinato il Paese, per testimoniare la fedeltĂ  a quella “democrazia totalitaria” di cui Bush è la tragica incarnazione.

una questione d’onore
LA MAFIA NON ESISTE


   Totò Cuffaro, presidente della regione Sicilia, ex democristiano, autorevole esponente della CdL eletto nelle liste della del CDU ed indagato per “concorso in associazione mafiosa”, non ha gradito l’inchiesta giornalistica del programma tv di Raitre “Report” dedicata alla mafia, perchĂ© a parer suo e di altri autorevoli esponenti del “Polo” diffamerebbe la Sicilia.
  Per l’indignato presidente, anzi “governatore” come piace essere definiti “all’americana” ai presidenti di regione della CdL, l’80 per cento degli imprenditori costretti a pagare il pizzo, il 70 per cento degli appalti in mano alle cosche mafiose, la costrizione a vivere sotto scorta per coloro che hanno il coraggio (nella Sicilia dei “Totò” sarebbe meglio dire: l’incoscienza) di dire “no” al racket, gli incendi dolosi, sono “una miscela di inesattezze, mezze veritĂ  ed autentiche falsità” che danneggiano l’immagine dell’Isola dove a parte i problemi provocati da alcuni magistrati “comunisti” che si ostinano ad indagare sulla mafia tirandolo in ballo nelle indagini, tutto va bene.
  Grande indignazione, per l’impostazione data da “Report” all’inchiesta sulla Sicilia, viene espressa anche dal ministro per gli Affari Regionali, Enrico La Loggia che si Ă© rammaricato del mancato rammarico degli esponenti politici siciliani di di sinistra, che ha accusato di mancato attaccamento alla loro terra.
  Anche Scapagnini Umberto, amico e medico personale del Cavaliere, e sindaco di Catania, cittĂ  dove vi sono quartieri in cui se non si è affiliati ad un qualche “clan” non Ă© salutare entrare, ha aggiunto la sua indignazione a quella degli altri esponenti del centrodestra per quella che a suo dire sarebbe la rappresentazione “distorta in maniera sadicamente pericolosa” della Sicilia data da “Report”.
  Ma in riparazione allo ”sgarro” operato da Raitre, Ă© immediatamente intervenuto Flavio Cattaneo, il devoto servo di Berlusconi Silvio (tessera P2 n.1816), direttore generale e custode dell’ortodossia berlusconiana in Rai, che ha giĂ  annunciato una trasmissione riparatrice dell’onore infangato dai giornalisti calunniatori. AndrĂ  in onda prossimamente su Raidue, condotta da Daniela Vergara e Giovanni Masotti, e mostrerĂ , carretti siciliani, arance, limoni e tamburelli.
  La trasmissione del programma riparatore, forse eviterĂ  che Totò Cuffaro metta in atto la minaccia, espressa sul quotidiano di Catania “La Sicilia”, di incatenarsi a Roma, davanti alla sede Rai, per protestare contro il danno d’immagine che a parer suo sarebbe stato arrecato all’Isola.
  Peccato.  Avremmo visto in catene un indagato di mafia, che difficilmente, viste le pressioni e le minacce a cui la destra sottopone quotidianamente la magistratura vedremo condannato e in manette.
  Peccato.  L’idea di Totò in catene, almeno per qualche ora, ci piaceva proprio.

no agli accordi di vertici
SCONFITTA DEI RIFORMISTI


   D’Alema Massimo, l’artefice delle piu cocenti sconfitte della sinistra, malgrado nelle “primarie” in Puglia abbia impegnato il partito e si sia impegnato personalmente nel sostegno del candidato designato in accordi di vertice con la “Margherita”, ha dovuto prendere atto della ennesima sconfitta della sua linea.
  L’imprevista vittoria di Nichi Vendola alle primarie pugliesi, dimostra che il popolo della sinistra, ben diversamente dai dirigenti dei partiti che dovrebbero rappresentarlo, vuole sentir dire “cose di sinistra”.
  In un “Paese Normale” l’on. D’alema Massimo, avrebbe giĂ  da tempo, sentito il dovere di allontanarsi dalle cariche direttive del suo partito.
In un “Paese Normale”.

ieri oggi domani
RUTELLI


   L’ex segretario del Partito Radicale, Francesco Rutelli, mutuando un’abitudine tipica del centrodestra, smentisce di aver affermato che socialdemocrazia ed egualitarismo siano da buttare, ed incolpa i giornalisti del fraintendimento.
  Ma conoscendo il percorso politico del pariolino Rutelli, non c’è da stupirsi; da uno che è passato dalle “canne” alle ostie (consacrate), ci si può aspettar di tutto.

liste nazipadane alle “regionali”
ARMA IMPROPRIA


   La minaccia della Lega Nord di andare da sola alle “regionali” è una potente arma di pressione nelle mani del Cavaliere per far desistere Formigoni e gli altri “governatori” dal presentare proprie liste.
   Ancora una volta, Bossi ed i suoi nazipadani, si dimostrano i piĂą fedeli alleati di Berlusconi (tessera P2 n.1816).

bontĂ  di rito
MELASSA DI FINE ANNO


 Brilla in cielo una stella
 Con la coda lunga e bella.
 Si ode dentro la capanna,
 una dolce ninna-nanna.
 C’è un bambino biondo, biondo
 Col visetto tondo, tondo,
 che riceve doni e fiori
 dagli umili pastori.

 Ho sognato che il Bambino
 venne presso il mio lettino
 e mi disse dolcemente:
 ”Per Natale non vuoi niente?”
 Io pensai per prima cosa
 a te mamma sì amorosa
 a te babbo, buono tanto,
 e gli dissi:”GesĂą santo,
 babbo e mamma benedici,
 fa’ che sempre sian felici!

   Siete riusciti a trattenere i conati di vomito?
   Bene. Tirate un sospiro di sollievo. Anche quest’anno finalmente è finita.
   Anche quest’anno la densa e disgustosa melassa di alberi e babbi natale; di renne e presepi; di Jingle Bells e We Wish You; di stelle comete; di vischio e befane; che, sempre piĂą in anticipo sulla data, avvolge ogni cosa, sta defluendo.
   Si spengono le lucine intermittenti, tace l’odiosa cantilena dei “babbi natale” meccanici, si spazzano via buoni sentimenti e addobbi di plastica luccicanti.
   Possiamo uscire dal bunker.

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