QUALE CHE SIA LA RELIGIONE AI POSTI DI COMANDO DI UNA SOCIETA' NE SBOCCIA SEMPRE E SOLTANTO UNA TIRANNIA     (Salman Rushdie)
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il Berlusconi bis ottiene la fiducia
IL CAVALIERE SULLA GRATICOLA

morto un papa se ne fa un altro
RATZINGER PAPA

Riflesso condizionato
   Morto un Papa, ne hanno fatto un altro, che rischia di essere peggio del precedente.
  Cosa dobbiamo aspettarci da questo Papa?

  In passato si è giĂ  pronunciato, con toni a volte pacati, a volte melliflui, a volte duri, ma sempre univoci, contro marxismo, relativismo, laicitĂ , libertinismo, agnosticismo, sincretismo, diritti delle donne, riconoscimento delle “famiglie di fatto”, diritti degli omosessuali, divorzio, aborto, contraccezione, procreazione assistita, teologia della liberazione, dibattito ecumenico. Ci fermiamo quì. L’elenco rischierebbe di essere lungo e conterrebbe quasi tutte le conquiste di civiltĂ  dall’illuminismo in poi.
  Ovviamente ci dovremo aspettare una nuova offensiva sulla menata delle presunte “ radici cristiane dell’Europa ”.

  Con lui vince la Chiesa piĂą reazionaria, retrograda e retriva.

  Non a caso hanno esultato i nazileghisti padani.
  E piace anche a Giuliano Ferrara.
  Due buoni motivi per non aspettarsi niente di buono.
papaboys

UN APRILE EMOZIONANTE

Berlusconi zombie
   In meno di venti giorni abbiamo assistito ad un carosello di avvenimenti che non mancheranno certo di avere ripercussioni anche sulla vita del nostro Paese e quindi anche di tutti noi che ci viviamo.
  E’ morto il Papa, il centrosinistra ha stravinto alle “regionali”, il centrodestra ha straperso le “regionali”, è cominciata la decomposizione della Cdl, l’ostinato “accanimento terapeutico” del Cavaliere ha continuato a tenere in vita il suo governo zombie, si e fatto un altro papa, il Cavaliere si è dimesso ma solo temporaneamente.
  Un aprile emozionante!

elezioni regionali
SCONFITTA LA DESTRA

circo mediatico
MORTO PAPA WOJTYLA

   Papa Wojtyla si è spento. Le luci del circo mediatico montato intorno alla sua fine, quel circo che egli ha così bene utilizzato resteranno ancora a lungo accese.
  La sua fine, piĂą volte annunciata e smentita, è stato un evento mediatico che passerĂ  alla storia.
  In assenza di una telecamera che mostrasse in diretta la sua agonia, si è vellicato l’istinto necrofilo delle folle televisive supplendo con inquadrature delle finestre dell’appartamento pontificio e con interventi che avevano lo scopo di far immaginare quanto al di lĂ  di quelle finestre stava accadendo.
  Uno spettacolo indecente, ma uno spettacolo all’altezza dei tempi. Uno spettacolo che tanto sarebbe piaciuto a Wojtyla, che pur di affermare il potere della chiesa in un mondo ormai pienamente secolarizzato, ha utilizzato in modo spregiudicato gli strumenti che quel mondo gli metteva a disposizione, ma che da quel mondo è stato però assorbito ed omologato.
  Uno spettacolo indecente, ma uno spettacolo probabilmente inevitabile ed emblematico di una societĂ  in cui tutto viene fagocitato, digerito ed infine defecato come materia prima buona per ulteriori utilizzi negli ambiti e nelle direzioni piĂą disparate.
  Lo spettacolo che Ă© il prodotto di una societĂ  che si è affermata in modo forse anche piĂą feroce proprio in quei paesi che Wojtyla si è adoperato a traghettare nell’area “occidentale”, ma il cui cambiamento non è poi proprio andato nella direzione da lui desiderata.

   Non siamo mai stati esegeti di questo papato nĂ© lo diventeremo adesso che il Papa è morto.
  La sua morte, al pari della morte di qualunque uomo, ci muove ad umana pietĂ , rinnovando, in noi “non credenti”, in noi non fedeli, quindi “in-fedeli”, quello sgomento che ci coglie tutte le volte che siamo costretti a prendere atto della nostra impotenza di fronte alla ineluttabilitĂ  della fine della vita, fine non confortata da illusorie speranze di un qualche “aldilà”.

   Di questo Papa, ricordiamo alcune cose in positivo, che hanno comunque avuto un impatto nullo sulla realtĂ . Fra queste sicuramente, il suo impegno per la pace, la lotta alle ingiustizie, alla fame nel mondo.
  Di contro, ricorderemo le sue lotte contro tutto ciò che egli vedeva come affermazione di stili di vita in contrasto con la sua visione arcaica della societĂ . Tra queste, la la lotta in difesa della sua idea di famiglia e di etica sessuale. Divorzio, aborto, omosessualitĂ , condom, famiglie di fatto.
  Da ascrivere al suo pontificato, anche l’avversione per quella “teologia della liberazione”, che ai suoi occhi di polacco reduce di una chiesa vissuta spesso in clandestinitĂ , non riusciva a non apparire come una pericolosa contaminazione a sinistra foriera di chissĂ  quale deriva ideologica. Avversione che aveva il suo contraltare nella predilezione di quell’Opus Dei di EscrivĂ  de Balaguer, da lui santificato. Avversione che lo portava di fatto a preferire quei “potenti della terra” che a parole esecrava, ai difensori degli “ultimi” che sentiva invece in odor di comunismo.

   Cosa resterĂ  delle adunate oceaniche, dei canti, dei balli, delle isterie mediatiche suscitate dalle sue apparizioni? Cosi come quando la corte papale si allontanava dai luoghi in cui gli eventi mediatici prodotti dalle sue visite tutto si spegneva, e tutto tornava come prima, anche tutte le piĂą appariscenti manifestazioni di folla resteranno quello che sono: prodotti effimeri di una societĂ  dove tutto può diventare merce, anche e soprattutto i sentimenti. Anche quelli religiosi, che, come insegna la destra “neocon” americana, sono fra quelli piĂą proficuamente utilizzabili.
  Cosa faranno i “Papaboys” senza Wojtyla?
  Spariranno anch’essi.
  A meno che non scelgano di militare in una nuova edizione di “Amici” sotto la guida della De Filippi e sotto le insegne del Biscione.

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