la mafia vince ancora in Sicilia
PIZZINO

Un fascista marziano?
No!
È l’imperdibile faccia biliosa di Ignazio La Russa mentre è costretto a deglutire il risultato, per lui indigesto, delle amministrative.

Gli avvenimenti che hanno caratterizzato la storia della nostra Repubblica ci hanno più volte dimostrato che la realtà è stata, a volte, superiore a ciò che si sarebbe potuto immaginare.
Partendo da questa considerazione, la lettura del “giallo di fantapolitica†sui risultato delle elezioni del 9 e 10 aprile , “Il Broglioâ€, scritto da alcuni giornalisti che si firmano collettivamente con lo pseudonimo “Agente Italiano†(Ed. Aliberti), non può non far pensare.
Non Possono non far riflettere, infatti, le considerazioni da cui prende spunto la vicenda narrata nel libro alle quali ne aggiungiamo di nostre.
Ce n’è abbastanza per far pensare?

Ursula Von Der Leyen, Ministro Federale della Famiglia, degli Anziani, della Donna e della Gioventù, della “Große Koalition†di Angela Merkel, ha idee molto precise su quel che serve per salvare la Patria: le donne (ariane) devono figliare di più, i loro mariti devono aiutare in casa oltre che ingravidarle, ed i figli devono essere cresciuti nei valori cristiani.
Le idee della Ursula Von Der Leyen, sono piaciute, ovviamente, anche negli ambienti clericofascisti di casa nostra.
Fonti autorevoli dicono che, Mario Sberna, presidente della “Associazione Nazionale Famiglie Numeroseâ€, tutti i giorni, durante le preghiere, chieda la grazia di una ministra come la Leyen anche per l’Italia, mentre la moglie Egle, tutte le mattine, mentre ripone la camicia da notte con la scritta “non lo faccio per amor mio ma per dare figli a Dioâ€, accende un cero ai santi perché Rutelli e la Palombelli completino la loro conversione ai valori cristiani.
Resta da vedere cosa accadrebbe se tutte le italiane decidessero di farsi ingravidare sette volte come ha fatto la Ursula Von Der Leyen.
Nel giro di una generazione potremmo passare da 57.000.000 a 250.000.000 milioni di abitanti.
Tutti bianchi e cattolici, naturalmente.

Questo è Don Sarotto, padre generale dell’ospedale Cottolengo di Torino.
Il cottolengo è un’istituzione di proprietà dei preti pagata con denaro pubblico.
Ieri, Don Aldo Sarotto, ha ricevuto con grandi onori Rocco Buttiglione, leader del cattointegralismo italiano e candidato alla carica di sindaco di Torino per i clericofascisti della CdL.
A Chiamparino, attuale sindaco della città e candidato del centrosinistra, che giorni fa aveva chiesto di visitare l’ospedale, in cui fra l’altro ha prestato in passato opera di volontariato, era stato detto di no.
Il rifiuto dell’invito era stato motivato con l’intenzione da parte dell’ospedale di mantenersi lontano dalla contesa elettorale.
Pubblichiamo la foto di Don Aldo Sarotto, perchè nel caso qualche lettore torinese di questo blog lo incontrasse, possa riconoscerlo e possa così accettarsi di persona circa l’aspetto di chi amministra un’istituzione con i fondi dello stato ed utilizza il potere che ne ricava facendo campagna elettorale per i propri amici.
P.S.
Secondo voci non confermate, durante la visita di Buttiglione al Cottolengo, una delle suore che vi lavorano, avrebbe avuto un orgasmo.
La Calabria non è certo un luogo dove la legalità regna sovrana. Anzi!
La malavita organizzata permea la vita di tutta la regione ed è presente addirittura all’interno delle istituzioni locali minacciando ed intimidendo coloro che non intendono piegarsi.
In una simile situazione, ci si aspetterebbe che gli organi preposti al rispetto della legalità tenessero conto della priorità rappresentata dalla lotta alla piovra criminale che soffoca la società civile calabrese.
Invece, forse per nascondere l’incapacità a contrastare efficacemente un fenomeno che evidentemente richiederebbe ben altre capacità , alle forze dell’ordine in servizio nella regione risulta più semplice, ed evidentemente, in mancanza di meglio, più gratificante, arrestare quei cittadini adulti e maggiorenni, che hanno il torto di consumare una sostanza che i clericocattofascisti della CdL considerano, in accordo con il loro Santo Padre, immorale: la marijuana.
Così, a Davoli, provincia di Catanzaro, dominio assoluto della ‘Ndrangheta, i carabinieri, hanno condotto una brillante e rischiosissima operazione che ha portato all’arresto di due pericolosissimi consumatori di spinelli.
Un grazie alla legge Fini, che ha dotato le nostre forze dell’ordine di una norma in grado di contrastare il consumo di marijuana così dannoso alla crescita ordinata delle nostre regioni meridionali.
Francesco e Max, due gentili commentatori del mio intervento sulla guerra del Cavaliere al fianco di Bush, mi danno l’occasione di tornare sull’argomento.
Francesco e Max sono fra gli italiani entusiasti della partecipazione dell’Italia alla guerra mossa da Bush a Saddam. Non sono gli unici in Italia. E non si nascondono dietro la finzione della missione di pace. Per loro si tratta di una guerra di liberazione. Di una guerra, non di una missione di pace.
Francesco, approfitta dell’occasione per ricordarci anche che sotto il fascismo, folle oceaniche inneggiavano al Duce. Ha ragione. Ma dal momento che nessuna minoranza poteva allora permettersi di dissentire, non credo che quelle “folle oceaniche†fossero espressione di democrazia. Anche perché se lo fossero state gli americani non sarebbero stati dei liberatori.
Ma veniamo all’Iraq.
Secondo Bush, in Iraq vi era un dittatore, Saddam Hussein, vi erano le armi di distruzione di massa, vi si addestravano i terroristi che poi attaccavano l’occidente.
Dopo la guerra, il dittatore non c’è più, le armi di distruzione di massa nemmeno perché non c’erano mai state, ed il terrorismo la fa da padrone.
E la democrazia? Non c’era prima, non c’è adesso, e niente lascia prevedere che ci sarà in futuro, almeno non in quello prossimo.
Infatti, ammesso che si riesca a sedare la guerra civile in atto nel Paese, tutto quello che ci si potrà aspettare sarà un bel governo teocratico sotto il diretto controllo dei mullah. E le donne che sotto Saddam potevano anche vestire all’occidentale, potranno finalmente scegliere tra il velo ed il burka.
E la libertà di religione? Sotto il dittatore Saddam il ministro degli esteri era un cristiano, Tariq Aziz. Sarà possibile un simile accadimento sotto il regime dei mullah sciiti?
Tirando le somme: i benefici, per gli iracheni hanno superato i costi?
Lo stesso interrogativo dovremmo porcelo a livello internazionale, con una questione in più per quel che riguarda noi italiani: quale era lo scopo recondito che il nostro governo aveva per mandare il nostro esercito laggiù?
Non c’era forse il calcolo di accodarsi ad una facile vittoria degli americani e partecipare ai benefici conseguenti?
E Berlusconi, nel partecipare alla guerra di Bush, non aveva forse pensato al Cavour della guerra di Crimea senza preventivare di finire come il Mussolini che avrebbe voluto spezzare le “reni alla Grecia�
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