COME IL MINISTERO UMILIA GLI INSEGNANTI

La “sala insegnanti” di un liceo italiano

Questa è la “sala professori” di un liceo italiano durante la pausa pranzo prima di una “riunione collegiale”.

Un po’ di sedie e due tavoli su cui si accumulano in una caotica ammucchiata, libri, compiti in classe, appunti e i “baracchini” nei quali gli insegnanti si portano il cibo preparato a casa come facevano gli operai in fabbrica negli anni ’60 prima di avere le mense.

Ebbene, nonostante siano queste le condizioni in cui lavorano gli insegnanti in Italia, un “gruppo di lavoro” del Ministero, come sempre formato da strapagate teste di cazzo che non hanno la minima esperienza circa il lavoro di un insegnante, fra le proposte attuative della legge di riforma renziana della “buona scuola”, ha partorito l’ipotesi di un orario docenti fino a 30 ore settimanali.
Le ore in questione, sarebbero parte, da 18 a 24, per le abituali lezioni in classe e il resto da svolgersi a scuola nei comodi spazi a disposizione dei docenti.

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