Bersani e il “quid”

Tempo fa ci si chiedeva se Alfano avesse il “quid” per fare il segretario del PDL. Faccenda ormai archiviata per il ritorno del Cavaliere che di quid ne ha fin troppo.
Ma Bersani ce l’ha questo “quid”?
L’anno scorso con le dimissioni del Cavaliere e la crisi di governo si sarebbe potuto votare benissimo e con un enorme risultato a favore della sinistra dato l’effetto alone della crisi che aveva un nome ed un cognome:Silvio Berlusconi . E poiché il PDL non è un partito storico ma è basato sul carisma del suo leader, morta la testa morto il drago. I suoi colonnelli non avrebbero avuto il tempo di riorganizzarsi : Alfano non si trapianta i capelli, La Russa ha una pessima dizione ed il probabile risultato delle elezioni sarebbe stato una Caporetto per il PDL.
Invece Bersani ha appoggiato il governo Monti, promosso dall’anziano Napolitano e così si sono ottenuti due splendidi autogol:
1°) riorganizzazione del PDL con la possibilità demagogica di fare campagna elettorale anti Monti dopo aver fatto dimenticare la gestione fallimentare del governo Berlusconi.
2°) discesa in campo di Monti, uno sconosciuto bugiardo che all’inizio aveva escluso categoricamente di entrare in politica, e che invece rappresenta, oggi , un altro rivale per la sinistra.
E’ per dirla alla Bersani “…non è che se sconfiggi Renzi diventi Presidente del Consiglio”.
Non è necessario aver studiato alla Bocconi per capire queste cose, basta un sussidiario di 5^ elementare, anche usato.

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