impresentabili
L’ALLEATO RINNEGATO

Saya neofascista leader del nuovo M S I
     “Buffone pagliaccio sarai tu vigliacco di un Colombino, che ti nascondi dietro le pagine di questa cloaca di giornalaccio, inizieremo con te, e con il tuo pitale, vasino, pardon vasile”.
   Questo è il post scriptum di una email indirizzata a Furio Colombo da Gaetano Saya il millantatore neo-missino con il quale il Cavaliere ha trattato un’alleanza elettorale che adesso nega.

     Gaetano Saya, venne arrestato a luglio 2005, insieme a Roberto Sindoca per associazione a delinquere finalizzata all’usurpazione di funzioni pubbliche in materia di prevenzione e repressione dei reati, come capi della Dssa, un sedicente “Dipartimento di studi strategici antiterrorismo”. Tra le attività millantate, anche le ricerche di terroristi italiani rifugiati all’estero, di ex brigatisti o di appartenenti ad altre organizzazioni, come Cesare Battisti”.
   Nel corso delle indagini, gli inquirenti si erano imbattuti in pedinamenti ed indagini illegalmente svolte, uso illecito di distintivi e di palette in uso alle forze dell’ordine.
   Nel corso delle perquisizioni effettuate nel capoluogo toscano nei confronti di altrettanti presunti appartenenti al “Dssa”, gli uomini della Digos di Firenze, avevano trovato pistole elettriche, un coltello, sciabole e un machete, oltre a decine di kit di sopravvivenza, tesserini, palette e placche di riconoscimento fasulle, molto simili a quelle in dotazione alle forze dell’ordine.
   Nel suo curriculum, il Saya, può vantare anche una testimonianza al “processo Andreotti”, come accusatore del senatore in quanto mandante dell’uccisione del prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa.
   Gaetano Saya, che vanta come segno di appartenenza ad un’organizzazione massonica collegata con i servizi segreti un tatuaggio sotto l’ ascella sinistra che raffigura una squadra e un compasso sovrastati da una stella fiammeggiante e dalla lettera “G”, è anche il fondatore del nuovo “Msi Destra Nazionale” di cui è attualmente presidente la moglie Maria Antonietta Cannizzaro, la cui foto a braccetto con Berlusconi Silvio (tessera P2 n. 1816) campeggia sul sito dell’organizzazione politica neo fascista.

   Da piccolo, Saya, sarà stato uno di quei bambini che da grande sognano di fare il generale e per questo nutrono un’ammirazione sconfinata per divise medaglie, spade, pistole, decorazioni e tutta la paccottiglia militare in genere.
   Niente di male. Ci sono bambini che sognano di fare i pirati, altri che sognano di emulare Zorro, quelli che più semplicemente vorrebbero fare il pompiere o il poliziotto.
   Poi si cresce, e sui sogni e sui giochi infantili ha la meglio la realtà con cui si impara a misurarsi ed alla quale ci si deve adeguare.
   Alcuni invece non escono mai dalla fanciullezza. In pochi ci riescono, ma quelli a cui capita sono perlopiù artisti o scemi del villaggio.
   Ad alcuni di quelli della seconda specie però, in una società complessa come la nostra, per una serie di circostanze fortuite, può anche capitare di avere una sorte diversa, anche se, a volte, non meno triste di quella riservata agli scemi riconosciuti come tali.
   Alcuni di questi infatti, in una società in cui tanti, senza esserlo, fanno gli scemi “per non pagar dazio”, riescono a mimetizzarsi e ad acquisire un ruolo degno di notorietà, a volte con conseguenze neutre per la collettività, altre volte, purtroppo, con conseguenze dannose, quando non addirittura nefaste. Spesso, inoltre, sfruttando le loro debolezze, vengono utilizzati da personaggi senza scrupoli per i propri fini non sempre propriamente “ortodossi”.
   Gaetano saya, è un personaggio che in un paese diverso dall’Italia, sarebbe stato al massimo “folcloristico”. Ma l’Italia è il Paese dove storicamente i “poteri oscuri”, emanazione dei servizi segreti manovrati dagli Usa con l’appoggio di un Vaticano da sempre terrorizzato di perdere la grossa fetta di potere che detiene con i relativi vantaggi, hanno manovrato per i loro fini destabilizzanti tutti i burattini che hanno trovato sulla scena. E la riserva più grande di burattini, questi burattinai l’hanno sempre trovata a “destra”.
   Saya è uno di questi tragici burattini.
   Nipote di un “marciatore su Roma”, adepto di Licio Gelli, afferma di “aver tirato qualche sassata” al grido “Boia chi molla!”, alla “rivolta di Reggio Calabria”, a diciotto anni si arruola nel “Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza” (denominazione della Polizia di stato fino alla smilitarizzazione dell’81), dal quale afferma di passare, dopo una breve permanenza, ai servizi segreti della “Nato” come “esperto in ISPEG (Informazioni, Sabotaggio, Propaganda e Guerriglia), controspionaggio e antiterrorismo”.
   Può essere divertente alla pagina: http://www.destranazionale.org/vita.htm del suo sito, leggere la sua biografia corredata da fotografie, in molte delle quali appare con occhiali neri da agente segreto da fumetto di serie B, davanti alle quali è difficile trattenere un sorriso di compatimento.
Saya leader di Alleanza Nazionale

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