piccoli cafoncelli cacciati dall’aereo
IN 40 A FAR CASINO

    Fino a quando non saranno istituite delle linee per soli adulti, sarà inevitabile, viaggiando in aereo, ma anche su qualsiasi altro mezzo pubblico di trasporto che non sia il taxi, dover sopportare la presenza fastidiosa, maleducata ed invadente, degli italici frugoletti, i quali, in nome di un presunto diritto dei fanciulli ad una illimitata libertà di rompere le palle al prossimo, parlano ad alta voce, anzi urlano, si alzano in piedi sui sedili appoggiando le loro scarpette griffate dove poi altri utenti appoggeranno il loro culo, corrono e schiamazzano, pretendono l’attenzione di tutti come un loro inalienabile privilegio. Il tutto, tacitamente avallato da genitori altrettanto cafoni convinti che ai bambini non si può negare nulla e che i loro capriccetti debbano essere sopportati stoicamente da tutti.
  Quando poi questi “simpatici” frugoletti viaggiano in gruppo, i loro accompagnatori nulla si permettono di fare per limitare la loro giovanile esuberanza e ogni diritto altrui deve sottostare ad un presunto diritto del pargolo alla maleducazione.
   C’è da stupirsi dunque se il comandante di un aereo della Lufthansa, in volo da Roma a Manchester, abbia fatto scalo ad Amburgo per scaricare circa 40 pestiferi bambini di una scolaresca romana, tra gli 11 ed i 15 anni, accompagnati da due insegnanti, perché con il loro comportamento, non solo avevano disturbato tutti gli altri passeggeri, ma avevano addirittura reso insicuro il volo.
   L’accaduto ha immediatamente suscitato unanime riprovazione in un Paese come il nostro dove i figli “so’ pezzi e core”. Un Paese in cui i “fanciulli innocenti” sono lasciati liberi di scorrazzare tra i tavoli dei ristoranti, dove nei supermercati vengono portati a spasso dai genitori in piedi dentro i carrelli della spesa in cui altri poi appoggeranno i loro acquisti, in cui mostrar fastidio per il comportamento di un moccioso maleducato equivale a passare per “mostro”.
  Le conseguenze dell’incapacità di dettare e far rispettare delle regole ai bambini sono sotto gli occhi di tutti: studenti incapaci di concentrazione, adolescenti incapaci di autocontrollo, adulti maleducati, cittadini privi di senso civico.
  Tutta la nostra solidarietà, dunque, al comandante che ha preso la drastica decisione di scaricare i piccoli cafoni. Magari fosse stato così risoluto il comandante di un volo Roma – Parigi su cui ho avuto la sfortuna di viaggiare qualche mese fa in compagnia degli studenti di una scolaresca della provincia romana.

 

   Stasera al ristorante come al solito mi rifugerò nel ghetto per fumatori. Per poter fumare, certo. Ma soprattutto perché è uno spazio in cui non sono costretto a sopportare strilli e capricci di infanti viziati. Nulla è possibile, purtroppo, nei confronti degli ex bambini cafoni, ora adulti, che continueranno a obbligarmi ad ascoltare i loro discorsi di cui non mi frega un cazzo, parlando ad alta voce, come sono stati abituati a fare da genitori a loro volta cafoni e incivili.

  3 comments for “piccoli cafoncelli cacciati dall’aereo
IN 40 A FAR CASINO

  1. byron
    5 Luglio 2006 at 18:24

    Non sono d’accordo con il pilota dell’aereo che con la sua scelta di atterrare ad Amburgo ha costretto i passeggeri ad un ritardo sull’arrivo previsto.Avrebbe potuto benissimo mantenere l’ordine cospargendo di schiumogeno i più facinorosi o,se proprio voleva scaricarli ad Amburgo,poteva benissimo farli scendere in volo facendoli atterrare sulle loro costosissime scarpe griffate e con suole sicuramente ammortizzanti.Purtroppo le generazioni allevate dai padri-padroni negli anni settanta,hanno aderito alla idolatria nei confronti dei figli che spadroneggiano nel cosiddetto benessere del mondo occidentale.Mi permetto di suggerire all’attuale ministro dell’istruzione uno scambio culturale con i paesi del terzo mondo dove i nostri giovani, ostentatori di adolescenza potrebbero benissimo arricchire la loro esperienza formativa rovistando tra le discariche e pernottando gratuitamente presso le bidonville convenzionate perché è noto che all’estero le lingue si imparano meglio.

  2. alef
    6 Luglio 2006 at 19:41

    il fatto è ancora più preoccupante se pensiamo che quei mocciosi frequentavano una scuola retta da gesuiti.

  3. Federica
    12 Gennaio 2013 at 13:21

    IO SONO ITALIANA.

    HO DA DIRE SOLO UNA COSA RIGUARDO A QUESTA FACCENDA.

    IL COMANDANTE DELLA LUFTHANSA HA FATTO BENISSIMO !!!!!

    DOVREBBERO FARE COSI’ ANCHE IN ITALIA.

    COSI’ I GENITORI MALEDUCATI PIU’ DEI FIGLI SI DANNO UNA REGOLATA FINALMENTE.

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