INCIDENTE NUCLEARE IN FRANCIA

Un’esplosione in una fornace per il trattamento delle scorie nucleari nel sito di Marcoule, nel sud della Francia, ha provocato oggi la morte di una persona e il ferimento di altre quattro, di cui una con ustioni gravi, ma come si sono affrettati a riferire alcuni funzionari della società Edf, proprietaria dell’impianto, non ci sono state perdite di materiale radioattivo nell’ambiente.
Nelle zone italiane al confine con la Francia (il sito di Marcoule si trova a 242 km da Ventimiglia, a 257 km da Torino e 342 km da genova), la protezione civile, ha dato assicurazione circa la mancanza di indizi riguardanti l’aumento dei livelli di radioattività presenti nell’ambiente.
Tutto bene dunque.
Peccato, che delle misurazioni indipendenti effettuate nella zona di Avignone segnalano un aumento dei livelli di radioattività ambientale, e che anche nella zona della Liguria ai confini con la Francia, un possessore di un “contatore geiger” un aumento, anche se minimo, lo abbia rilevato.
Può darsi che gli strumenti di rivelazione di radioattività utilizzati da questi “indipendenti”, siano poco precisi, ma conoscendo le reticenze caratteristiche di chi è responsabile del business nucleare, direi che non c’è da star tranquilli.