Gentile Presidente del Consiglio

Caro Presidente Monti,
lavoro in un ufficio pubblico statale da molti anni.
Se vuole può chiamarmi fannullone o assenteista, anche se non é vero, tuttavia sono molto attivo quando devo pagare Irpef e accise sulla benzina o quando accetto di congelare anzi surgelare lo stipendio da un bel po’ di tempo.
Ma non é per questi futili motivi che le scrivo.
Come le dicevo sono uno statale e lavoro 6 giorni a settimana perché non ho scelto la settimana corta.
Per questo motivo non ho diritto ai buoni pasto che hanno un potere di acquisto di ben 7 euri cadauno.
A parte il fatto che mangiare é un diritto per tutti, indipendentemente dalla settimana corta o lunga, credo che siano i disoccupati ad avere più bisogno di questi miseri buoni pasto.
Ma il vero motivo per cui le scrivo é il seguente:
sono alcuni anni che, in buona parte dell’anno, nei bagni del mio ufficio non c’è sapone per le mani e soprattutto manca la carta igienica.
Questa carenza costringe tutti i dipendenti a degli adattamenti: qualcuno ha optato per la stitichezza altri comprano i rotoloni, nessuno si è ancora dotato di catetere ma  con l’aumento dell’età pensionabile anche questa ipotesi sarà presto  realizzabile.
A questo punto avrei da sottoporle una proposta innovativa ed a costo zero cui nemmeno l’indimenticabile ex-ministro Brunetta aveva pensato.
Convertire, sobriamente, i buoni pasto in “cacca ticket” dando la possibilità ai pubblici- dipendenti di “liberarsi” senza esitazioni e senza oneri per l’Amministrazione.
Qualcuno penserà che è una stronzata, ma in fin dei conti…