ideali berlusconiani
GLI USA COME MODELLO

Wrestling John Cena
   In occasione del viaggio-show elettorale negli Usa, il Cavaliere piduista che sta sfasciando l’Italia, ha avuto modo di dire: “Il mondo diventi una grande America“.
  Contemporaneamente, in Italia, Paese che Berlusconi (tessera P2 n. 1816) vorrebbe diventasse anch’esso come l’America, al Festival di Sanremo veniva ospitato, e pagato a peso d’oro, John Cena, un esemplare di americano a cui, se volessimo aiutare il Cavaliere a realizzare il suo sogno, tutti dovremmo cercare di assomigliare.

  Che John Cena, campione di wrestling e cantante di rap “buonista”, sia americano, non possono esservi dubbi.  Cena è un pupone alto più di due metri e largo in proporzione in cui si intuisce con immediatezza la netta sproporzione muscoli-cervello, con evidente prevalenza dei primi.  D’altronde, il pupone non è diventato ricco e famoso elucubrando su astratte teorie, ma grazie al wrestling, che è una forma di spettacolo che sarebbe più esatto definire circense piuttosto che sportivo, in cui una grossa massa cerebrale rappresenterebbe decisamente un ostacolo.
  Anche il suo abbigliamento, è tipicamente americano.  Brachette (ma costui avrà mai indossato dei normali pantaloni lunghi? O una cravatta?) da cui sbucano polpaccioni muscolosi che fanno il paio con ipertrofici avambracci che vengono fuori da una maglietta taglia iper-ultra-extra large ovviamente decorata da scritta cazzona sia sul davanti che sul dorso.  Ai piedi due ipertecnologiche orride scarpacce sportive “genere” “Nike”.
  Sul corpaccione ingrassato ad omogeneizzati, bistecche e Big Mac, la testa, intesa come parte anatomica e non come sinonimo di cervello, risulta, come volume complessivo, piuttosto sottodimensionata. A raccordarla però armoniosamente con il corpo, provvede sia il poderoso collo taurino, sia un complesso mascellare che avrebbe fatto invidia al Duce. Le mascelle di John Cena, potrebbero anche essere una possibile prova a sostegno delle teorie darwiniane sull’evoluzione, in quanto evidenziano l’adattamento della specie alla masticazione delle bisteccone al sangue di cui sono ghiotti gli americani.
  Dalla Mascella in su, il capo tende a restringersi per adattarsi alle dimensioni non eccezionali del cervello. Normalmente un cappellino con visiera orientata nel senso sbagliato, copre la scatola cranica.

  Comunque, Il Cavaliere può essere contento.  Sempre più esemplari modellati alla John Cena, circolano nelle nostre città.  L’imbecillità dilaga.  Anni di veleno medianico spacciato dalle reti Mediaset stanno dando i loro frutti.  Berlusconi (tessera P2 n. 1816) può ancora sperare.

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