diritto e carnevale
COMIZIO IN MASCHERA DI CALDEROLI

Calderoli buffone
   Calderoli, l’esponente leghista che ben incarna quel misto di ignoranza, qualunquismo e giustizialismo da bar dello sport, tipico dell’elettore del “Carroccio”, ha chiuso la manifestazione della Lega a Verona contro la “giustizia ingiusta” tenendo un comizio in toga e sentenziando: “In nome del popolo padano condanno a ritornare sui banchi di scuola chi conosce i codici e i codicilli ma non conosce cos’è il buonsenso”.
  Il comizio in costume, ha suscitato l’entusiasmo dei partecipanti alla manifestazione carnascialesca, molti dei quali, proprio come il loro illustre esponente, erano in maschera con i tradizionali e pittoreschi costumi della “Lega”, ispirati ad una fantasiosa “padania celtica” da cartone animato per bambini deficienti.
  Peccato, che un altro alto esponente di questo variopinto popolo di fantasiosi tifosi del boia, sia anche il ministro della giustizia di un governo, il cui capo, Berlusconi Silvio (tessera P2 n. 1816), andato al potere con un golpe mediatico, senza le leggi che si è fatto cucire su misura, sarebbe già  in galera da tempo insieme ai suoi complici e compagni di merende.
  Peccato, che il ministro della giustizia leghista Castelli, ritenendo che le sentenze dei tribunali non debbano attenersi ai codici ma al “comune sentire del popolo”, riporti la civiltà  giuridica alle ordalie barbariche, sicuramente lontano da quel “diritto romano”, che in quanto romano, è appunto espressione di quella “Roma ladrona” tanto odiata dai barbari di cartapesta del “Senatur”.

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