nuove santità
PAOLA BINETTI VERGINE

Binetti Rutelli Ruini
   Con la tracotanza tipica dei cattofascisti, la senatrice della Margherita Paola Binetti ha deciso che nonostante la maggioranza degli italiani sia favorevole alle unioni di fatto, i precetti medioevali della Chiesa Cattolica Apostolica Romana debbano essere prevalenti rispetto al volere dei cittadini, quindi per l’esponente della Margherita i “Pacs non si faranno”.
  Per rimarcare la sua arrogante affermazione, la devota ruiniana ha scelto la ribalta del Meeting di Cl, la potente holding politico-economica dei seguaci di Don Giussani, dove, malgrado i fischi rimediati a causa dell’incongruenza della sua collocazione politica, può sentirsi in famiglia.
  Dopo questa coraggiosa presa di posizione, anche per la Binetti pensiamo che sia il caso di dire: “Santa Subito”.

  9 comments for “nuove santità
PAOLA BINETTI VERGINE

  1. passim
    24 Agosto 2006 at 23:40

    …Santa e barbuta!
    Polit sei in gran forma

  2. 25 Agosto 2006 at 01:57

    Allora Ratzinger sarà costretto a lasciare Georg Gaenswein? Che peccato! formavano proprio una bella coppia.

  3. passim
    25 Agosto 2006 at 08:19

    OT: ti avevo fatto i complimenti per la nuova grafica del tuo blog , però la mia vista peggiora… e non pensare male eh? 😉
    Per leggerti mi ci vuole il telescopio.
    Allure aggiungerebbe che sei causa dell’aggravamento del suo cheratocono.

  4. 26 Agosto 2006 at 17:02

    Hola Politbjuro,
    perché le scleratate multiple della “Signora BINDI”, che dire!?
    Haaaaaaaaa!!! Non capisco più dove vogliano parare: un colpo alla botte e… un altro alla botte, insomma, sempre per dare assistenza alla “povera madre chiesa”; dopo aver ottenuto i voti richiesti ora si piegano
    alla santa madre chiesa catt-olica apo-strollica, strafregandosi delle ideologie e problemi insormontabili che l’italiano deve affrontare quotidianamente.
    Il politico di oggi corre tanto, non per tutelare gli interessei dei cittadini ma per migliorare il suo tornaconto. Hanno tutti un comun denominatore: potere e denaro.
    In questi giorni (almeno spero, salvo che la mia malattia non mi rompa più di quanto stia già facendo), dovrei fare dei post simili al tuo. Non so da dove cominciare perché il materiale è così fasto da perdersi!!!
    A volte mi vien voglia di mollar tutto, ma poi mi domando -così facendo casco nel loro gioco- , preferisco inkakkiarmi e continuare.
    Complimenti per il post. L’immagine? solo quella riassume e fa capire tutto. Bravissimo!

    Bye Amico Politbjuro ^_^
    Ti Auguro Buon Proseguimento di Serata
    Un Abbraccio Fraterno ANTICLERICALE!

    Con Amicizia e Rispetto
    Gentleman (Morris) =^-^=

  5. Rod
    30 Agosto 2006 at 00:25

    Ma cosa dite? Davvero la maggioranza degli italiani approva i PACS tra gli omosessuali? Tra tutta la gente che conosco io in giro quasi tutti se gli parli di omosessuali o fanno i risolini o comunque non ne parlano molto bene. Siete proprio sicuri che è la Binetti ad essere “fascista”? O non saranno proprio i fautori dei PACS quelli che non vogliono tener conto di come veramente la pensa la maggioranza? La vera maggioranza intendo! Non saranno per caso di parte quei sondaggisti che sostengono che la maggioranza degli italiani vuole i PACS ed i matrimoni di fatto? Non saranno per caso dei sondaggi pilotati da qualche sedicente “progressista”?

  6. 30 Agosto 2006 at 12:15

    @ Falstaff:
    si proprio un peccato!

    @ Passim:
    a seguito delle tue critiche, come vedi ,abbiamo ancora modificato il template. abbiamo ripreso i colori del precedente template che erano poi quelli usati per il “vecchio” – http://politburo.clarence.com -. Per evitare ulteriori aggravamenti al cheratocono di “Allure” (quanto ci manca!), abbiamo poi anche scelto di usare caratteri più grandi anche nei commenti.
    Purtroppo non siamo riusciti ad intervenire, invece, sulla dimensione dei caratteri della finestra per lasciare i commenti. Ciò a riprova delle nostre quasi nulle conoscenze informatiche. C’è qualcuno che ci può dare una mano? L’eventuale gradito samaritano può contattarci via e-mail.

    @Morris:
    purtroppo lo scollamento della classe politica dal Paese è un “classico” dell’Italia.
    Fu così anche con il divorzio che era voluto dalla maggioranza degli italiani, osteggiato dalla Chiesa, ritenuto “non importante” dal Pci che non voleva irritare il Vaticano.
    Esistesse un referendum propositivo e senza quorum, sai quanti dispiaceri avrebbero sia la Chiesa sia questa imbelle classe politica?

    @ Rod:
    Egregio signor “Rod”, se la maggior parte della gente che Lei frequenta fa i “risolini” quando si parla di omosessuali, c’è da preoccuparsi per le sue frequentazioni. Certi atteggiamenti su argomenti inerenti l’omosessualità erano tipici fino agli anni ’60, in provincia e negli ambienti meno acculturati.
    Ci chiediamo quindi, dove lei viva, che gente frequenti e con quale grado di cultura.

    Quanto ai sondaggi in materia di Pacs, ma anche di aborto e di divorzio, ne sono stati fatti parecchi, anche da parte della Chiesa che però visti i responsi ha evitato di divulgarli, e danno tutti risultati assai simili.
    Comunque uno dei più autorevoli è quello dell’Eurispes. L’indagine dell’Eurispes fotografa il rapporto tra gli italiani e la fede cattolica, tra adesione e disobbedienza, contenuto nel Rapporto Italia 2006. E’ stata condotta su un campione rappresentativo della popolazione italiana di 1.070 intervistati e realizzata nel periodo tra il 22 dicembre 2005 e il 5 gennaio 2006.
    L’indagine rivela che le scomuniche delle gerarchie ecclesiastiche sulle unioni civili non sono condivise dai fedeli: il 68,7% dei cattolici italiani è favorevole ai Pacs. E che hanno visioni discordanti da quelle della Chiesa anche su altri temi scottanti: il 65,6% dei cattolici difende infatti la legge sul divorzio e il 77,8% è contrario al divieto dell’eucarestia ai divorziati. Persino in tema di aborto i cattolici divergono dalla visione ufficiale delle gerarchie ecclesiastiche e l’83,2% si dichiara favorevole all’interruzione volontaria di gravidanza se la vita della madre è in pericolo; il 72,9% se ci sono gravi anomalie e malformazioni del feto e nel 61,9% in caso di violenza sessuale.

    Un altro sondaggio, dal quale emerge che gli italiani esprimono grande disponibilità verso una norma che, sulla scia del Pacs francese, estenda ai legami di convivenza – qualora formalizzati – parte delle garanzie e dei diritti rimasti, fino ad oggi, una prerogativa del vincolo matrimoniale, è quello realizzato da “Eurisko“, effettuato, nei giorni 13-15 settembre 2005. In esso, una porzione consistente (e crescente) della popolazione (il 64%) si schiera a favore di un provvedimento di questa natura. Si tratta di una opinione diffusa, in particolar modo, nei settori più giovani e istruiti della popolazione (raggiunge l’80% tra i laureati), e, in generale, fra gli elettori del centro-sinistra (73%, con una punta dell’87% presso l’elettorato di Rifondazione Comunista).

    Tutti questi dati, dimostrano che anche sulla fecondazione assistita la Chiesa è in minoranza e che, senza l’imbroglio dell’astensione, il risultato del relativo referendum sarebbe stato ben diverso.
    Ma la democrazia non è mai stata amata da coloro che ritengono che la “Verità” sia quella “Rivelata”. Poco amore per la verità, che accomuna cattolici ed islamici.

  7. Rod
    19 Settembre 2006 at 22:31

    “Se la maggioranza della gente che lei frequenta fa i risolini o i commenti indignati quando parla di omosessuali c’è da preoccuparsi per il livello culturale delle sue frequentazioni” Bè, diciamo che io frequento un ufficio statale, di più non dico, e poi anche in famiglia molti miei parenti, tra l’altro tutti ulivisti pro-centro-sinistra(anche se più centro che sinistra) tendono a pensare male delle cose “moderne” tipo matrimoni gay, adozioni gay, sesso libero, fecondazione artificiale, aborto ecc.

  8. Rod
    19 Settembre 2006 at 22:49

    “Ma la democrazia non è mai stata amata da coloro che ritengono che la “Verità” sia quella “Rivelata” Bè, io intanto vedo che il vostro sito ha come simbolo una falce e martello sormontata da una donna nuda. Forse che la democrazia è stata mai amata nei paesi nei quali ha dominato quel simbolo? Voi vorreste davvero abolire o ridurre la proprietà privata? Ma scusate, non è un controsenso che chi come voi accusa la Chiesa cattolica di voler imporre delle leggi che puniscono penalmente o comunque vietino cose che per la Chiesa sono immorali poi vuole imporre a tutti delle leggi contro il capitalismo e la proprietà privata? Forse che non finireste anche voi per imporre con la forza dello stato la vostra personale morale contro il capitalismo? Magari fareste proprio come la Chiesa! Cioè voi sareste dispostissimi ad imporre anche a chi non la pensa come voi la vostra condanna della proprietà privata, ma poi stranamente pretendete che la Chiesa cattolica non voglia delle leggi che rispecchino la sua visione del mondo. Voi comunisti volete imporre la vostra visione del mondo ma la Chiesa non può, perchè?

  9. 21 Settembre 2006 at 19:27

    @ Rod

    prendiamo atto che l’ “ufficio statale” da Lei frequentato sfugge alle statistiche che sostengono che, in special modo tra le persone più acculturate, le cose “moderne” sono accettate senza problemi. Evidententemente, l’antico detto secondo cui “l’eccezione conferma la regola” ha un qualche fondamento.

    La “falce e martello”, nel nostro Paese, è stato il simbolo di coloro che durante il ventennio fascista, hanno pagato con la prigione, il confino (quello che Berlusconi -tessera P2 n. 1816- ha definito una vacanza), la morte, la loro opposizione alla dittatura.
    La “falce e martello”, nel nostro Paese, è stato il simbolo di coloro che hanno pagato il prezzo più alto durante la Resistenza al nazifascismo.
    La “falce e martello”, nel nostro Paese, è stato il simbolo di coloro che hanno partecipato alla stesura di quella Carta Costituzionale che ha garantito a questo Paese tanti decenni di libertà e che per questo è così detestata da quel centro-destra che ha tentato di stravolgerla. Per fortuna senza successo.

    Noi “comunisti”, come anche i libertari di ogni altro orientamento, riteniamo che non debbano essere in alcun modo normate le scelte che riguardano quegli aspetti della propria vita che non hanno alcuna ricaduta sulle libertà degli altri. Le religioni, in particolare quella cattolica e quella islamica, intenderebbero invece disciplinare ogni aspetto della vita dei cittadini conformemente a dei principi che esse ritengono “naturali” in quanto “rivelati”.

    Noi “comunisti”, come anche i libertari di ogni altro orientamento, riteniamo anche, che la proprietà privata non debba essere uno strumento mediante il quale si possano limitare i diritti degli altri. Per farLe un esempio di ciò che intendiamo dire, Le citeremo due norme di cui siamo estimatori. Quella sul “blind trust” riguardante la disciplina sui conflitti di interesse, e quella “antitrust” riguardante la concorrenza ed il mercato.
    Si tratta di due normative tipicamente “americane”.
    Americane, non sovietiche.
    Americane, ma poco gradite ai filoamericani di casa nostra.

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