PRIMARIE: SCONFITTA LA DESTRA DI RENZI


Un Renzi rancoroso e gonfio di stizza ha commentato l’esito delle primarie del centrosinistra. Probabilmente non si aspettava un distacco così grande da Bersani. Probabilmente pensava che la marea di destra che ha sommerso l’Italia nel ventennio berlusconiano avesse contagiato anche il “popolo” progressista.
È rimasto deluso.
Il “popolo” della sinistra ha dimostrato di essere capace di non farsi ingannare dai luccichii che hanno rivestito sia il vuoto politico, sia le proposte reazionarie imbellettate da “progresso”, offerte da Renzi. La “sinistra” ha dimostrato di restare lucida davanti ad un linguaggio evidentemente mutuato dal berlusconismo.
Ed è fondamentale ribadire, alla luce dei risultati di questa contesa democratica, quanto sia stato fondamentale l’apporto degli elettori di Vendola.
Elettori che hanno ben chiare le priorità delle scelte che ha davanti la politica. Scelte che riguardano soprattutto il lavoro, l’equità sociale, i diritti civili. Priorità che richiedono scelte ben lontane dalle ricette alla Blair o alla Montezemolo. Ciò di cui davvero non si sente proprio la necessità è infatti quella di un Blair “de’ noantri”.

  1 comment for “PRIMARIE: SCONFITTA LA DESTRA DI RENZI

  1. silver
    31 Dicembre 2012 at 07:36

    Oramai ci siamo. E’ il momento di decidere cosa fare a Roma. Un colpevole ritardo sarebbe grave e imperdonabile. Alemanno ha governato male. Ha messo in piedi un progetto politico che ha mixato incapacità, chiacchiere e post-fascismo. Si è circondato di amici e commilitoni incompetenti. Detto questo, ora tocca alla sinistra e tocca a Sel essere il motore del cambiamento. Con il Pd a Roma si sono realizzate imprese importanti, ma su molte questioni ci siamo trovati addirittura su fronti contrapposti: penso a molte scelte sull’urbanistica, sui diritti civili, sul lavoro. Almeno quattro sono le grandi questioni su cui è necessaria una svolta radicale a sinistra: nuove regole della mobilità che rimettano al centro la persona e non l’automobile; protezione e promozione di una politica di tutela dei beni pubblici, contro ogni forma di privatizzazione, a partire dall’acqua; nuovo welfare inclusivo e universale che non abbia paura della immigrazione e dell’orientamento sessuale ma anzi li valorizzi e che ridefinisca la sicurezza come un ambito di coesione sociale e non di ordine pubblico; lotta senza fine agli abusi edilizi, alla cementificazione, all’inquinamento.

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