SACRIFICI E ODIO SOCIALE
la crisi la paghino i ricchi


Come previsto, ancora una volta i costi della crisi del regime berluscomiano della P2 non saranno pagati da coloro che a quel regime sono stati organici o dal quale hanno ricevuto privilegi, ma saranno pagati dai lavoratori.

Uno dei prezzi che la casta mafioso-bancaria-imprenditoriale, la stessa che ha sostenuto il regime del cavaliere per quasi ventanni, farà pagare ai lavoratori riguarda le pensioni.
Incurante dell’aumento dei prezzi, il governo dei superpagati “professori” blocca l’adeguamento delle pensioni al costo della vita, allontana il momento della pensione per i lavoratori, estende il metodo di calcolo contribuitivo sulle pensioni per tutti.

Ancora una volta, le tasse sono a carico di coloro che hanno le ritenute alla fonte, ancora una volta tutti coloro che usufruiscono di redditi alti vengono solo sfiorati dai “sacrifici”.

Anche noi, ancora una volta non possiamo che additare al disprezzo dei lavoratori, tutti coloro che hanno un reddito mensile netto superiore ai seimila euro. Seimila euro sono una somma che rappresenta un sogno irraggiungibile per la quasi totalità degli italiani, sono una somma che permette una vita più che agiata, sono una somma della quale dispongono tutti coloro che vediamo in giro per le strade a bordo di costose automobili.

Odio sociale dunque, questo è quanto riteniamo giusto predicare nei confronti di coloro che vivono agiatamente alle spalle di noi lavoratori.