Un lieto evento

Per motivi imprecisabili mi sono ritrovato nella sala d’attesa di un pronto soccorso ostetrico.
E così, durante una lunga attesa ho avuto la possibilità di osservare le numerosissime scritte che durante le “attese”
zii, zie, padri, nonni, sorelle, fratelli,amici e amici degli amici di aspiranti nascituri avevano deposto sui muri come se le pareti fossero un facebook murale. Le scritte facevano riferimento alla lunga attesa (e quanto ci vuole?…) o alla nobiltà dei nascituri ( é nata la principessa…) o alla astronomia (é nata una stella…) ma tutte le scritte riportavano il peso dei nascituri compresi i grammi e la data, possibilmente con l’ora, nulla era dato sapere delle tendenze politiche, qualcuno invece dava per scontata la passione calcistica (…é nato interista come lo zio).
Ebbene si, viviamo in una società che vuole comunicare il proprio esistere e per far ciò non esita ad imbrattare un muro, uno spazio virtuale su un social network o uno reale in una piazza o su di un monumento.
Era tarda notte, non c’era nessuno e dopo aver letto quasi tutte le scritte banali cui ho accennato ne ho attenzionato una in particolare perché era come se fosse stata scritta dal neonato in persona e diceva pressapoco ” finalmente alle 23,30 di oggi sono nato per fare felici mamma, papà, gli zii angelo e nicoletta le nonna maria e filippa e i cugini ivan , michael, e jessica”. Mancava solo un bel finale, non ho resistito e l’ho aggiunto diventando così complice e membro della community, mio malgrado.
Il mio finale é stato “… e mi vergogno di avere parenti cretini che scrivono sui muri di un ospedale”.
E’ proprio vero che la società ci massifica.

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