BERLUSCONI
black bloc piduista


“facciamo la rivoluzione, ma la rivoluzione vera… Portiamo in piazza milioni di persone, facciamo fuori il palazzo di giustizia di Milano, assediamo Repubblica: cose di questo genere, non c’è un’alternativa…”.
   
 Non sono le parole di un “black bloc”, ma di Berlusconi Silvio (tessera P2 n. 1816), il presidente del consiglio del nostro disgraziato Paese mentre conversa con il faccendiere Lavitola, il losco figuro al centro di molti dei “maneggi” e degli imbrogli che fanno capo al Cavaliere.

   In nessun paese democratico un individuo del genere potrebbe stare un minuto di più alla guida del governo. E se ciò è possibile in Italia, ne sono responsabili, non solo quella enorme mole di cittadini rimbecilliti dalle sue televisioni, ma anche coloro che continuano a sostenerlo in Parlamento in cambio di denaro e prebende.

   Anche alla luce di ciò, riteniamo che il “quasi ventennio” berlusconiano non possa finire con un “volemose bene” e un “chi ha avuto, ha avuto avuto, chi ha dato ha dato ha dato, scurdamoci o’ passato”, ma che questo regime vada indagato, facendo pagare non solo a Berlusconi, ma anche ai suoi complici, il golpe mediatico che lo ha portato al potere, le leggi “ad personam” che hanno contribuito a distruggere la legalità e a distorcere le leggi di mercato, l’eversione insita in tutta la sua azione di governo.
   Questo dovrebbe essere l’unico “giusto processo” da aprire a conclusione del “ciclo” berlusconiano.