FATWA INTEGRALISTA
poeta-blogger rischia la decapitazione

Ira di Allah

Se tutte le religioni monoteiste sono fondamentalmente illiberali, fasciste, oscurantiste e bigotte, quella islamica è indubbiamente quella rimasta più reazionaria. Ed è importante sottolineare il “rimasta”, perché se in occidente non avessimo avuto l’illuminismo, la “Rivoluzione Francese” e tutto ciò che ne è seguito, anche i cristiani avrebbero continuato a bruciare le streghe in piazza. Non sarebbero di meno, in quanto a barbarie neppure gli ebrei, con la loro ferocissima “Bibbia” alla quale si rifanno in Israele i più ortodossi, come gli Haredim, dei “pazzi” pericolosi quanto i “martiri di Allah” che si fanno “esplodere” quà e là per il mondo aspettandosi di finire in un paradiso popolato di vergini al loro servizio.
Ed è proprio da uno dei Paesi dominati dalla teocrazia islamica, l’Arabia Saudita, che giunge l’ennesima notizia che fa rabbrividire chiunque abbia raggiunto un livello di civiltà tale da considerare un diritto inalienabile la libertà di coscienza con tutte le implicazioni che questa comporta, non ultima la libertà di pensiero e di espressione: Hamza Kashgari, 23enne blogger, editorialista del quotidiano “Al-Bilad” di Gedda, ha avuto la pessima idea, per uno che vive in un paese islamico, di postare su “Twiter”, in occasione della festività per il compleanno di Maometto, una poesia in cui esprime i propri sentimenti nei confronti del Profeta.
“Nel giorno del tuo compleanno  ti dico che ho amato il ribelle che è in te, che sei sempre stato per me una fonte di ispirazione, ma che non mi piace la tua aureola di divinità. Non pregherò per te”, ha osato scrivere Kashgari su “Twitter”, scatenando le ire del clero bigotto e ignorante del mondo islamico e delle moltitudini incolte su cui mullah e ayatollah reggono il proprio potere, con la conseguente richiesta della pena capitale per decapitazione, cosi come prevede la “Sharia”, da parte del Comitato Saudita per le fatwa.
Il poveretto, ha provato a fuggire, ma ha sbagliato luogo: ha scelto la Malaysia, paese in cui esiste una “religione ufficiale”, quella islamica.
Sarà difficile per lui scampare all’estradizione che i sauditi hanno già chiesto.