L’impedimento all’accesso ai siti di giochi e scommesse on line, messo in atto dall’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato (AAMS) e sostenuto dalla finanziaria del 2006 del governo piduista di Berlusconi Silvio, è stato bocciato dal tribunale civile di Roma.
I giudici hanno infatti sentenziato che “Non è applicabile il dispositivo previsto dalla Finanziaria contro i servizi gestiti legittimamente ed interamente in un altro paese comunitario“.
La sentenza è stata accolta con disappunto negli ambienti conservatori che auspicano uno stato etico che metta sotto tutela i cittadini anche e soprattutto sotto il profilo della “moralità”.
