MAURO SENTINELLI

Mauro Sentinelli

Guardate come sorride felice l’individuo della foto.
Si tratta di Mauro Sentinelli, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio.
Ed ha buoni motivi per essere così di buon umore visto che guadagna la favolosa cifra di 97.750 euro al mese.
Una cifra che per qualsiasi lavoratore è superiore ad una vincita alla lotteria.
Mauro Sentinelli guadagna l’equivalente di circa 81 impiegati statali.
Calcolando che lo stipendio medio di un impiegato è di circa 1.200 euro, Mauro Sentinelli guadagna più di quanto guadagnano 81 impiegati messi assieme.
Per guadagnare ciò che questo individuo arraffa in un mese, un impiegato deve lavorare per oltre sei anni e mezzo.
Credo che ce ne sia abbastanza per odiarlo visceralmente.
Uno che sguazza nel lusso con i soldi di noi contribuenti.

  8 comments for “MAURO SENTINELLI

  1. TERENCE
    31 Ottobre 2012 at 21:15

    scusate ma perchè l’Islanda ci è riuscita a cacciare via qui politici che hanno contribuito a fare fallire lo STATO e quindi i soldi di tutto il popolo.. e quindi cosa ha fatto il popolo Islandese, ….li ha tolti dal parlamento fisicamente li hanno cacciati.
    il popolo islandese ha scelto tra loro delle persone che hanno riscritto la costituzione
    predniamo esempio da loro

    • Anonimo
      11 Novembre 2012 at 15:50

      Bohhhhhhhh, comesi fa?Gli italiani sono propeio dei coglioni me compreso!!!L’unica arma è il voto…votate Grillo!!!!

  2. Paolo
    9 Novembre 2012 at 14:04

    Scusate, ma come è evidente dal sito del governo, questo sentinelli non ha alcun ruolo.
    http://www.governo.it/Governo/Ministeri/ministri_gov.html

    si tratta di un facoltoso pensionato inps, ex manager telecom.

    • Polit
      12 Novembre 2012 at 14:34

      @ Paolo: La ringraziamo per la precisazione.

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      C’è chi obietta che coloro che come Mauro Sentinelli, o come Alberto De Petris, altro pensionato d’oro (653.657 euro l’anno) del settore telefonia, usufruiscano a buon diritto di simili pensioni perché hanno versato nel loro periodo lavorativo alti contributi. Noi riteniamo che visti i loro introiti era giusto che versassero quei contributi e che se avessero potuto anche tanti altri ex lavoratori, oggi con pensioni da fame, avrebbero fatto altrettanto. Troviamo quindi profondamente ingiusto che, oltre ad essersi “ingrassati” a dismisura durante gli anni in cui hanno lavorato, percependo retribuzioni scandalose, continuino a “nuotare nell’oro”, anche da pensionati. Coloro che hanno pensioni da fame evidentemente avevano salari da fame. Probabilmente anche a causa delle scelte aziendali dei vari Sentinelli e De Petris.

      • Franc
        7 Gennaio 2013 at 15:57

        Si ma questo è un discorso molto ingenuo.
        Se una persona guadagna molto in vita è perché ha trovato il giusto lavoro.
        Dire “anche gli operai avrebbero versato tanto” è da ignoranti:
        è come prendersela con un impiegato in banca perché guadagna più di un barista,dicendo che anche se versa piu soldi dovrà avere la stessa pensione del secondo.
        Prendi di pensione in proporzione ai versamenti fatti in vita.
        In fondo sono i suoi soldi…tagliare una pensione come la sua (che non è data senza alcun senso come ai senatori) sarebbe come derubarlo.

        • Polit
          7 Gennaio 2013 at 22:32

          Ciò che sosteniamo è che, come è enunciato nella nostra Costituzione, ognuno deve contribuire in base al proprio reddito. Chi ha avuto la possibilità di guadagnare di più, deve, anche a livello di contributi pensionistici, riequilibrare l’ingiustizia insita in retribuzioni sempre più scandalosamente distanti tra loro.

          • Marcos
            23 Febbraio 2013 at 17:56

            Sentinelli negli ultimi anni in Telecom prendeva un compenso che raggiungeva 4 milioni di euro quindi la pensione che prende è circa 1/4 delle sue ultime retribuzioni. Uno che prende degli stipendi bassi ma stabili ha una pensione che arriva ben oltre questa proporzione. Ci sono in essere dei meccanismi riequilibrativi che tagliano sulle pensioni più alte. Che tra l’altro, negli ultimi anni, sono diventati ancora più penalizzanti visto che si prende come base tutta la storia contributiva e non solo quella degli ultimi anni come accadeva in passato. Forse per voi questo non è sufficiente ma in tal caso quale sarebbe il giusto riequilibro in termini percentuali?

  3. Polit
    24 Febbraio 2013 at 22:12

    Il 7 gennaio 2013 alle 22:32 “Marcos” ci scrive:
    Sentinelli negli ultimi anni in Telecom prendeva un compenso che raggiungeva 4 milioni di euro quindi la pensione che prende è circa 1/4 delle sue ultime retribuzioni. Uno che prende degli stipendi bassi ma stabili ha una pensione che arriva ben oltre questa proporzione. Ci sono in essere dei meccanismi riequilibrativi che tagliano sulle pensioni più alte. Che tra l’altro, negli ultimi anni, sono diventati ancora più penalizzanti visto che si prende come base tutta la storia contributiva e non solo quella degli ultimi anni come accadeva in passato. Forse per voi questo non è sufficiente ma in tal caso quale sarebbe il giusto riequilibro in termini percentuali?

    La nostra risposta per ” Marcos”:
    Noi riteniamo profondamente ingiusto il meccanismo che lega la pensione alla storia contributiva del lavoratore.
    Con questo sistema infatti, chi ha goduto di redditi alti, ed ha quindi avuto una vita agiata, fruirà di una pensione che si sommerà alle rendite che gli deriveranno da quel che ha potuto accumulare. Sentinelli ad esempio, sarà sicuramente proprietario dell’appartamento in cui abita, oltre ad aver accumulato anche chissà quante altre ricchezze.
    Di conseguenza, se Sentinelli o chiunque altro si trovi nelle sue condizioni, si trovasse a non dover più percepire alcuna pensione, continuerebbe a vivere più che agiatamente.
    Chi invece ha percepito bassi salari durante la propria vita lavorativa, non solo non ha potuto “investire” alcunché e conseguentemente non può contare su alcun reddito oltre quello della pensione, ma quest’ultima sarà tale da aggravare la condizione di disagio economico che ha sopportato per tutta la vita.
    Per questo noi riteniamo che mentre la “ritenuta previdenziale” dovrebbe essere mantenuta modificandone verso l’alto l’importo per i redditi più alti, dovrebbe essere stabilito invece un “tetto” massimo per le pensioni.
    La “ritenuta previdenziale”, dovrebbe essere quindi una sorta di “contributo di solidarietà” a favore di quei lavoratori che, “colpevoli” di aver dovuto vivere di stenti a causa di bassi salari, si ritrovano ad essere ulteriolmente puniti anche durante la loro vecchiaia.

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