PER BENEDETTO XVI
un nazista è migliore di chi sta con i poveri

   Per Richard Williamson uno dei quattro vescovi lefebvriani ai quali Papa Ratzinger ha ritirato la scomunica, nei campi di concentramento nazisti, le camere a gas non sono mai esistite.
  Anche per quel che riguarda il “Concilio Vaticano II”, il vescovo Williamson non ha dubbi: “Nella Chiesa è in atto una guerra, e sottolineo la parola guerra, tra il sano tradizionalismo e il modernismo post-concilare. Noi non accetteremo mai il Vaticano II”.
  Ma dal vaticano, per bocca di padre Federico Lombardi, portavoce della Santa Sede, ci fanno sapere che le idee e le dichiarazioni del prelato non hanno niente a che vedere con la revoca della scomunica.
  In un comunicato diramato dal Vaticano infatti, si spiega che nelle intenzioni del Pontefice, “questo dono di pace, al termine delle celebrazioni natalizie, vuol essere anche un segno per promuovere l’unità  nella carità  della Chiesa universale e arrivare a togliere lo scandalo della divisione”.
  Evidentemente Ratzinger il “dono di pace” preferisce recapitarlo al nazista Williamson, piuttosto che agli esponenti della “Teologia della Liberazione”, nei confronti dei quali ha invece nel 2006 promulgato una “Notificazione” che condanna le loro tesi come “erronee e pericolose” per aver eletto i poveri a “luogo teologico fondamentale”.
  Per Papa B12, dunque, un nazista è da preferire a chi si schiera con i poveri.

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