sweet family
A MORTE! A MORTE!

   “A morte!”. “Non si può uccidere così una donna che porta in grembo suo figlio”. “A Morte!”
   Quel che faceva più rabbia alla piccola folla inferocita che, ieri, davanti alla caserma di Marsciano, invocava la pena di morte per Roberto Spaccino, era la la constatazione che l’efferata uccisione di Barbara Cicioni, incinta di otto mesi, era dovuta ad uno dei loro.
   Uno dei loro.
  Non un rom, un marocchino, un rumeno, uno spacciatore, ma uno della loro operosa comunità, uno con la partita Iva che, come loro, era stufo della criminalità dilagante che minaccia la sicurezza delle loro famiglie asserragliate nelle villette costruite con anni di duro lavoro e indomita resistenza “all’oppressione fiscale”.
  Niente ronde anti-immigrati, stasera.
  Tutti a casa davanti alla tv, in attesa che della vicenda si occupi Bruno Vespa.
  E domenica, a messa.
  Ad ascoltare una bella omelia su quanto è sacra la famiglia naturale.

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